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Trazione animale ritorno al futuro!


Nell’autunno 2011 si è ritrovato a Murazzano (CN) un gruppo di persone (P.A.L.A.) con l’intento di promuovere l’utilizzo della trazione animale in agricoltura. Nel gruppo vi sono allevatori, addestratori, agricoltori, un sellaio, un fabbro, un maniscalco, un veterinario e studenti universitari di agraria, nonché forestali che utilizzano gli animali. Viene stabilito un programma, e nel corso del 2012 si tengono in Piemonte delle giornate pratiche di divulgazione della trazione animale in varie cascine dove già si pratica il lavoro con gli equidi.
Al “Finocchio verde” di Murazzano una prima giornata-vetrina, con esposizione di attrezzi e confronto sulle varie pratiche e con prove di esbosco, al tiro con un monumentale Percheron e al basto con asino e mulo. Il numeroso pubblico giunto da varie regioni d’Italia ha potuto così assistere a delle pratiche che pensavano sepolte nella memoria dei nostri nonni.
In giugno siamo stati ospiti della Cascina Scherpo in Alta Langa, dove Giovanni ci ha mostrato il suo T.P.R. (Tiro pesante rapido, un cavallo agricolo italiano) all’opera nei lavori di fienagione, lavori eseguiti con attrezzatura “storica” e nonostante l’età degli stessi il nostro Giovanni con il suo cavallo ha tagliato, girato, ammucchiato e portato in cascina il fieno per le sue bestie, per tutto l’anno, e senza usare un litro di petrolio! In un tempo di lavoro ragionevolmente breve!!
A inizio ottobre ci siamo ritrovati a Cassinasco (AT) ospiti di Bruno, viticoltore che già utilizza gli asini per i lavori di ripuntatura nei filari. E lì abbiamo visto questi miti animali essere veramente utili, e non più tenuti come animali da compagnia. La salute dei suoi vigneti, unita alla bontà del suo Barbera, ci ha fatto vedere un’altra agricoltura possibile, e non un eccentrico signore che “gioca” con gli asinelli!
Anche da Marco a Roccaverano (AT), presso l’azienda La Masca, abbiamo visto i suoi asini e il suo mulo preparare il terreno per l’orto con l’ausilio di attrezzatura moderna prodotta in Francia da Prommata. Ora il terreno è soffice, non compresso da mezzi pesanti (un altro dei problemi dell’agricoltura meccanizzata, sbaglio?), pronto ad accogliere le semine per le produzioni primaverili.
Sempre in ottobre in 8 persone siamo andati a Cahors, nel sud-ovest della Francia, dove si è tenuta l’assemblea autunnale di Prommata (Promotion du machinisme moderne agricole à traction animale). Lì abbiamo incontrato agricoltori e tecnici provenienti da varie regioni della Francia e del Belgio. Nel corso dell’incontro è stato presentato all’opera un’evoluzione di “Matavigne”, un mezzo porta-attrezzi polifunzionale adatto sia ai vigneti sia alle produzioni in pieno campo, con gli ultimi prodotti delle officine Prommata, per zappare l’interceppo delle vigne, per zappare gli ortaggi con una precisione sbalorditiva, per rincalzare, per diserbare tra le file, eccetera, con lo stesso mezzo, solo cambiando l’utensile con un sistema di innesto rapido! Insomma: se da noi all’avvento della meccanizzazione agricola (salvo sporadici casi) gli animali sono stati del tutto abbandonati, in Francia si è continuato ad usarli e adesso ci sono a loro pro decenni di evoluzione e migliorie nell’attrezzatura a T.A. E questo fa sì che in molti campi la T.A. è competitiva rispetto al trattore! Per concludere: senza voler spacciare la T.A. come panacea per l’agricoltura, possiamo però affermare che per l’agricoltura di montagna o di piccola scala, per l’inserimento dei giovani, per il recupero di territori marginali, visti i costi e gli ammortamenti della meccanizzazione, considerando che i costi (carburanti, ecc.) sono inevitabilmente destinati a crescere, come a crescere è la questione dell’impatto ambientale, la trazione animale può in molti casi offrire soluzioni lavorative, occupazionali, generare un indotto non trascurabile, contribuendo a creare ricchezza! Insomma, per un’agricoltura più in sintonia con la natura e più sostenibile, la trazione animale è un ritorno al futuro.