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Sconto sull’Imu in collina ma la Cia attacca Coldiretti


Piccolo passo avanti sull’Imu in discussione al Senato. E’ stato approvato un emendamento che prevede una detrazione di 200 euro per le colline svantaggiate. Il rischio, a questo punto, è che si generi una situazione che crea sperequazioni forti tra gli agricoltori confinanti tra loro, perché le classificazioni non sono chiare.
La Cia del Piemonte resta convinta che sia necessario arrivare all’esenzione totale, o almeno all’esenzione totale per l’anno 2015, per giungere ad una rivisitazione profonda del regime fiscale che tenga conto della reale redditività dei terreni e della necessità di non scoraggiare, imponendo gabelle insostenibili, nuovi investimenti nell’agricoltura italiana al fine di renderla più forte e più competitiva nel sistema globale.
L’agricoltura dovrebbe essere oggetto di maggior tutela, considerando il fatto che attualmente è uno dei pochi settori produttivi in crescita nel Paese, che dà lavoro a moltissime persone e che riesce ad attrarre sempre più giovani. Rivolgiamo quindi un appello ai Parlamentari ed al Governo perché rivedano la normativa sull’Imu sui terreni agricoli, pensata in modo sbagliato e strutturata in modo peggiore.
L’Imu, cosi come è, sembra pero’ piacere alla Coldiretti. Da “Il Punto Coldiretti” del 27 gennaio scorso: “In un momento estremamente difficile per il Paese è stata difesa l’agricoltura professionale”. “E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare positivamente l’esito del Consiglio dei Ministri straordinario sull’Imu agricola montana che, con il lavoro del Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina e su proposta del premier Matteo Renzi, ha fissato nuovi criteri per il pagamento dell’imposta”.
Ancora: “Il premier Matteo Renzi e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – sottolinea Moncalvo – hanno dimostrato grande sensibilità nei confronti di quanti vivono e lavorano nelle aree di montagna dove svolgono un ruolo di presidio del territorio insostituibile per l’intera collettività“.
La Cia è di opinione esattamente opposta. L’Imu agricola è un’imposta iniqua che colpisce non un patrimonio, ma uno strumento di lavoro. In molti casi è persino più elevata del reddito che gli agricoltori riescono a trarre dal pezzo di terra che coltivano.

Gabriele Carenini – vice presidente Cia Piemonte