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Perchè l’accordo con il Marocco ci penalizza


I prezzi del pomodoro sul mercato comunitario hanno registrato nella prima metà di novembre un record minimo di 0,36 euro al chilo. In questa situazione, i produttori di Spagna, Italia e Francia, dopo una riunione a Parigi, hanno denunciato il fallimento dell’accordo tra l’Unione Europea e il Marocco e hanno chiesto a Bruxelles un maggiore controllo alle dogane sulle importazioni provenienti da questo paese. Il crollo dei prezzi sarebbe la conseguenza diretta della entrata di prodotti provenienti dal Marocco in virtù dell’accordo agricolo, ma senza rispettarlo, sia per quanto riguarda il contingente mensile assegnato così come per i prezzi di ingresso.
Il nuovo accordo con il Marocco è entrato in vigore il primo ottobre scorso, in coincidenza con l’inizio della campagna delle esportazioni della frutta e in particolare della verdura invernale, il cui calendario coincide con la produzione delle serre spagnole. Questo impegno rappresenta un ulteriore passo nel processo di liberalizzazione delle esportazioni di frutta e verdura da questo paese verso i mercati comunitari, con l’eccezione di una mezza dozzina di elementi sensibili (aglio, pomodoro, fragola, cetrioli, zucchine, mandarini e zucchero) per i quali è stato mantenuto un contingente con prezzi di ingresso e tariffe doganali. Tra tali prodotti spicca il pomodoro, che e’ la stella delle vendite del Marocco per il quale è stata fissata una quota per l’esportazione di 233.000 tonnellate, più una quantità aggiuntiva di altre 28.000 tonnellate nel periodo tra ottobre e maggio. Per questo volume è stato stabilito un prezzo di entrata di 0,46 euro al chilo. Se il prezzo di importazione è inferiore a tale cifra, si deve applicare una tariffa doganale di 0,298 euro al chilo.
Il fatto che il prezzo dei pomodori sul mercato francese del Perpignan, principale porta di ingresso nella UE, resti ben al di sotto degli 0,40 euro, riflette il fatto che gli importatori marocchini non pagano i dazi doganali. Il Marocco aveva una quota per l’esportazione di 13.350 tonnellate di pomodori in ottobre e altre 34.900 tonnellate nel mese di novembre. I produttori spagnoli denunciano alla Commissione che si stanno superando questi volumi di vendita.
L’accordo agricolo con il Marocco, a differenza di quello della pesca, è stato approvato dalla Commissione e dal Parlamento Europeo contro le posizioni dei produttori agricoli di tutti i paesi del sud dell’Unione Europea, contrari perché (l’accordo) danneggia gli interessi del settore comunitario. Per le organizzazioni agricole c’è un problema di competitività a causa della produzione in condizioni di disparità. Mentre in Spagna il costo salariale per ora è in media di cinque euro, in Marocco è di 0,6 euro, oltre all’impiego di un certo numero di pesticidi vietati nell’Unione Europea.
Nell’attuale accordo, Bruxelles si era impegnata a rafforzare i meccanismi di controllo, sui prezzi all’ingresso e sui volumi, seguendo le raccomandazioni degli stessi servizi di ispezione comunitaria basati sui dati dell’Olaf (l’Ufficio europeo per la lotta antifrode).