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Mietitrebbie, la flessione richiede migliori incentivi


“In uno scenario apparentemente positivo per la crescita delle immatricolazioni dei mezzi agricoli nei primi nove mesi del 2017, il dato che certifica che si sarebbe potuto calibrare meglio gli incentivi dei Programmi di sviluppo rurale è la flessione ulteriore delle mietitrebbie. Significa che, con gli aiuti del Psr e dell’Inail si è riusciti a dopare un po’ il mercato delle trattrici, ma non si è data quella scossa al settore che solo il sostegno delle imprese agromeccaniche avrebbe potuto dare”.

Così Gianni Dalla Bernardina, presidente della Confederazione degli Agromeccanici e Agricoltori Italiani e al vertice di Apima Verona e della Federazione del Veneto, commenta i dati sulle immatricolazioni diffusi da FederUnacoma ad Agrilevante, rassegna dell’agricoltura in corso in questi giorni a Bari.

“Il dato del Veneto, con un decremento di oltre 11 punti percentuali delle immatricolazioni delle mietitrebbie illustra chiaramente i limiti di politiche miopi e alla lunga penalizzanti per lo sviluppo dell’agricoltura – prosegue Dalla Bernardina – perché non basta accontentarsi di 2.014 trattori immatricolati nel periodo gennaio-settembre, che hanno comunque segnato un positivo +22,7% su base tendenziale. Purtroppo è un dato fuorviante”.

Un altro elemento sul quale riflettere, secondo il numero uno di Cai, è la questione della sicurezza. “Il modello da seguire in Italia è quello del contoterzismo avanzato che, come avviene nei Paesi Bassi, si occupa della gestione complessiva dei terreni delle aziende agricole, i cui titolari si occupano di zootecnia e di commercializzazione dei prodotti – afferma Dalla Bernardina -. In questo modo si ridurrebbe il rischio di incidenti e infortuni nel mondo agricolo”.