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Dimezzata l’Iva su piccoli frutti, erbe officinali, funghi e prodotti a base di tartufo per contrastare la concorrenza straniera


La legge di bilancio contiene alcune novità riguardanti il settore della raccolta di prodotti non legnosi del bosco o selvatici (tartufi, funghi, erbe officinali, piccoli frutti, bacche): l’aumento della franchigia Iva e Irpef da 5 mila a 7 mila euro a fronte di un pagamento di un sostituto d’imposta pari a 100 euro all’anno per i raccoglitori occasionali che commercializzano i prodotti selvatici e la riduzione dal 10% al 5% dell’aliquota Iva per la cessione di prodotto fresco, e dal 22% al 10% per tutti i prodotti a base di tartufo, al fine di allineare le aliquote nazionali con quelle dei principali competitori nazionali, come Francia e Spagna.

Alla base del mutato regime fiscale, osserva il senatore Giorgio Maria Bergesio, promotore dell’emendamento, c’è l’intenzione di “mettere in evidenza il diffuso mercato informale presente in Italia e facilitare le produzioni selvatiche nazionali, che potranno avere i documenti necessari, ovvero la tracciabilità, per dimostrare l’origine dei prodotti”, cosicché “le materie prime nazionali saranno più competitive nei confronti di prodotti esteri di cui, quasi sempre, non si conosce il luogo di raccolta”.

 

(Fonte: Cia Piemonte)