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Digitalizzazione e connettività, la nuova sfida per la meccanizzazione agricola, venerdì 13 luglio a Casalina di Deruta


“In un percorso di filiera in cui l’informazione sulle materie prime, l’origine e la trasformazione appare sempre di più una variabile significativa per la vendita e, di conseguenza, anche per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari, è evidente che il ruolo delle imprese agromeccaniche è privilegiato per la certificazione della provenienza e per il rispetto dei parametri di volta in volta identificati e ritenuti prioritari per una loro veicolazione comunicativa all’esterno della filiera”.

Dalle parole del presidente della Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani, Gianni Dalla Bernardina, emerge in maniera chiara il nuovo ruolo che l’impresa agromeccanica può e deve assumere affinché la filiera produttiva primaria ottemperi alla richiesta dei consumatori di conoscere nel dettaglio l’origine della materia prima. “Azioni nuove e sostenute da un elevato tasso di tecnologia – prosegue il numero uno di Cai – che illustreremo prossimamente al ministro delle Politiche agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, chiedendo a gran voce un riconoscimento adeguato al ruolo delle imprese agromeccaniche italiane, anche nella più ampia partita della Pac”.

Saranno questi gli argomenti che Cai, con il responsabile dell’Area Tecnica, Roberto Guidotti, illustrerà venerdì 13 luglio (ore 11,30) al convegno organizzato da FederUnacoma e Aiia (Associazione italiana di Ingegneria agraria), con il titolo “Digitalizzazione e connettività, la nuova sfida per la meccanica e la meccanizzazione agricola”, in programma a Casalina di Deruta (Perugia) nel corso dell’Eima Show (13-15 luglio).

“Attraverso un processo di digitalizzazione della meccanizzazione – precisa Roberto Guidotti – le imprese agromeccaniche svolgono un servizio in agricoltura a vantaggio di tutta la filiera, che permetterà di fornire ai cittadini e ai consumatori ulteriori garanzie sulla provenienza dei prodotti. Un passaggio tutt’altro che banale, in particolare quando parliamo di Made in Italy e di contrasto al fenomeno di Italian sounding, talvolta posto in essere da attori che utilizzano marchi italiani o che svolgono l’attività di trasformazione in Italia”.