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Werner Dinkelaker e Lelio Bottero, i mastri birrai ragionano sulla tracciabilità


Il birraio tedesco Werner Dinkelaker e sua moglie Kessy, lunedì 30 ottobre a Carrù hanno incontrato Lelio  Bottero e sua moglie Lorella, birrai del neonato birrificio Birra Carrù.

Due birrifici e due birrai, uniti nella passione per la birra e la tradizione. Werner Dinkelaker è il birraio tedesco di Scönbuch, birrificio storico di Böblingen fondato nel 1823 e gestito dalla famiglia per ben sette generazioni; il più antico ancora operante nella città a sud-ovest di Stoccarda, in Germania.

Lelio Bottero, già esperto del settore fin dall’inizio degli anni Novanta, è il mastro birraio di Birra Carrù, azienda che gestisce insieme alla sua famiglia.

Un incontro per confrontarsi su temi come la materia prima e la territorialità. Da un lato Dinkelaker a rappresentare i classici stili birrari tedeschi: le Pils, le Dunkel, le Marzen e le Weizen; dall’altra Bottero e le sue birre con mosto di uva Moscato dedicate alla tradizione vinicola di Langa, e la nuova gamma di prodotti legata ai formaggi nostrani e all’abbinamento con la carne, in particolare il bollito di Carrù.

Il birraio tedesco, positivamente colpito dalle tecniche produttive e dalla ricerca di ingredienti autoctoni di qualità, si è interessato al progetto di Bottero circa la collaborazione con una piccola malteria dell’astigiano, per garantire, dalla semina al prodotto finito, la tracciabilità della materia prima.

Dopo un buon boccale della Yule, la birra scura brassata con granella di fave di cacao del maestro cioccolatiere Silvio Bessone, i birrai hanno discusso in merito alla possibilità di collaborare per produrre una birra che unisca le secolari tradizioni teutoniche alla fantasia brassicola italiana.