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Nella giungla globale delle produzioni biologiche


Negli Stati Uniti, attualmente ci sono 81 soggetti autorizzati a certificare le aziende e i prodotti biologici. Dei 37 enti che nel 2015 sono stati sottoposti a una revisione completa da parte del Dipartimento dell’Agricoltura, ben 23 sono stati segnalati perché non fanno rispettare correttamente i requisiti richiesti alle aziende agricole e non effettuano appropriate ispezioni in loco. Lo ha denunciato il Wall Street Journal, sulla base di un rapporto interno del Dipartimento dell’Agricoltura.
Anche se negli Stati Uniti le certificazioni lasciano molto a desiderare, l’Europa deve consentire la libera importazione dei prodotti bio americani, senza poter effettuare ulteriori controlli. I certificati delle organizzazioni americane, sulla base dell’accordo di partenariato vigente con gli Stati Uniti, devono essere presi per buoni. Per poter entrare in Europa é sufficiente che i prodotti bio provenienti dagli Stati Uniti siano dotati di un certificato di esportazione biologico. Tale documento deve indicare il luogo di produzione e l’organizzazione locale che ha certificato il prodotto. Lo stesso meccanismo vale anche per tutti i prodotti bio importati dai Paesi Terzi in regime di equivalenza, che hanno ormai superato la bella cifra di 130.
Il regime di equivalenza, introdotto nella regolamentazione comunitaria, fa si che siano riconosciute come “equivalenti” dall’Ue le norme di produzione stabilite dalla legislazione dei Paesi Terzi e le certificazioni effettuate da organismi di controllo del posto. In alcuni Paesi gli standard produttivi applicati sono addirittura più di uno e variano a seconda degli organismi di controllo: solo in Cina esistono dieci organismi di controllo per il bio che applicano standard diversi.
Qualche dubbio sulla tenuta del sistema è lecito. Se ne è accorta anche la Commissione europea che a fine marzo 2014 ha presentato una proposta legislativa sull’agricoltura biologica che prevede una modifica del sistema delle importazioni nell’Ue di prodotti biologici, allo scopo di armonizzare gli standard di qualità, ed una riduzione degli organismi di controllo. Nuove norme sono fondamentali per eliminare contraffazioni e truffe che nell’agroalimentare biologico sono in aumento esponenziale.

(Fonte: Cia Piemonte)