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I margari in alpeggio a tu per tu con Cota


A tu per tu con il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Un’ora di colloquio riservato al tavolo in pietra dell’area attrezzata di Venasca, domenica 8 luglio, tra gli sguardi incuriositi dei turisti all’ora del pic nic serale.
Da una parte la massima autorità amministrativa regionale, dall’altra il presidente dell’Associazione difesa alpeggi Piemonte (Adialpi), Giovanni Dalmasso e la sua famiglia margara.
Al centro, il problema impellente delle speculazioni legate agli affitti degli alpeggi.

IL CAPPIO DELLA SPECULAZIONE.
Quando i grandi detentori di titoli Pac, con l’obiettivo di incassare i corposi premi europei, decidono di investire le loro quote in montagna, per i margari è la fine. Le offerte economiche per l’assegnazione dei pascoli salgono alle stelle e i “cow boy delle Alpi” vengono tagliati fuori, rientrando in gioco, se va bene, come tenutari degli alpeggi per conto terzi, perdendo a loro volta i diritti sul proprio titolo Pac.
In teoria, nulla di illegale. In pratica, la figura del margaro, libero e indipendente, rischia di sparire.

GLI ALPEGGI AI MARGARI.
Il presidente Cota ha ascoltato con molta attenzione le osservazioni dei margari, le cui ragioni sono già da tempo oggetto dell’interessamento dell’assessore regionale all’agricoltura, Claudio Sacchetto.
Si è parlato inoltre della presenza sempre più preoccupante del lupo sulle montagne piemontesi e della necessità di tutelare chi realmente vive e lavora in alpeggio.
Argomenti che la stessa sera, a Brossasco, venivano riproposti a Cota anche da una delegazione dell’Associazione regionale margari (Arema), formata dal presidente Massimo Tribolo e da Giovanni Fina.

LOTTA DURA.
In settimana, Dalmasso è stato poi ricevuto in Regione dal funzionario che ha elaborato il nuovo regolamento delle assegnazioni degli alpeggi. Un insieme di norme risolutorie, che però non si è ancora riusciti a rendere vincolanti per i Comuni.
Ma i margari non mollano. Abituati a lottare per difendersi dalla natura, sanno che per sopravvivere devono farlo anche nei confronti delle leggi e della burocrazia.