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Agrimeccanica, la politica deve cambiare passo


Si è conclusa, lunedì 5 settembre, la 69^ Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo, una delle più storiche e prestigiose rassegne del settore, ma le ombre proiettate da questa perdurante crisi sul comparto agricolo e su quello della meccanizzazione stanno creando parecchie difficoltà alle imprese.
Se, infatti, la fiera ha valorizzato e promosso un comparto, quello della produzione di macchinari per l’agricoltura, da anni “fiore all’occhiello” del sistema economico provinciale e nazionale, che in Piemonte conta 250 aziende con oltre 2.500 addetti e un ulteriore indotto di 5.000 unità, è innegabile come lo stesso settore, legato a “doppio filo” con il mondo agricolo, stia attraversando una situazione estremamente pesante.
A fronte della “tenuta” di alcune materie prime, che hanno retto meglio alla crisi – si pensi all’uva o alle nocciole, prestigiose eccellenze delle nostre terre, e più in generale al settore frutticolo – sono venute a crearsi situazioni difficili per altre tipologie di produzioni agricole, come le problematiche relative al latte, innescando un meccanismo a cascata dal coltivatore/allevatore, ai comparti della meccanizzazione e del relativo indotto, per arrivare fino alla tavola del consumatore finale.
«Il nostro settore – spiega Luca Crosetto, presidente di A.R.PRO.M.A. (Associazione Revisori e Produttori Macchine Agricole) e vice presidente di Confartigianato Cuneo – sta risentendo profondamente delle problematiche registrate nel comparto agricolo. Stimiamo un 30% di fatturato in meno rispetto agli anni passati, un gap che purtroppo è destinato a crescere. Si pensi che alcune storiche imprese della nostra provincia, che mai avevano “chiuso per ferie” – continuando, lo voglio ricordare, a creare occupazione e ricchezza sul territorio – nel mese di agosto appena concluso hanno sospeso l’attività per 3 o addirittura 4 settimane».
«Le fiere di settore – aggiunge Domenico Massimino, presidente Confartigianato Cuneo – sono certamente un’ottima occasione per mettere in mostra le produzioni di eccellenza delle nostre aziende, ma deve essere chiaro alla Politica che è fondamentale un cambio di passo per ridare nuovo impulso non solo ai settori direttamente collegati, quello agricolo e quello della meccanizzazione, ma a tutto “il mondo” che ruota attorno a questi comparti».
Confartigianato Cuneo e A.R.PRO.M.A. apprendono con soddisfazione il recente stanziamento del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) di 400 milioni di euro per il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ringraziando l’intervento del vice ministro Andrea Olivero per ottenere questi importanti fondi, che peraltro vanno ad aggiungersi ai 45 milioni di euro del bando Isi-Agricoltura dello scorso luglio sul miglioramento della sicurezza.
L’iniziativa è certo un passo importante e concretizza la sensibilità nei confronti dei nostri comparti dato che – come lo stesso vice ministro afferma “la nostra provincia è ricca di aziende che operano nel settore della meccanizzazione agricola e delle più moderne tecnologie” e darà certamente delle “chance al nostro territorio”.
«Incentivi per gli investimenti, valorizzazione delle eccellenze locali, semplificazione burocratica e regolamentazioni conformi alle realtà strutturali delle piccole e medie imprese – concludono i presidenti Massimino e Crosetto – devono essere i punti di partenza per un confronto aperto e costruttivo che possa realmente rilanciare i nostri settori e dare nuove opportunità a imprese e territorio. Chiediamo alla Regione l’attivazione urgente di un tavolo di concertazione, che coinvolga tutti i soggetti interessati, per mettere a fattore comuni esperienze, capacità progettuali e conoscenza del territorio in modo da arrivare ad una sintesi concreta e positiva».